ho fatto di me un labirinto virtuoso

Uno sta a tre

come il niente

sta all’infinito.

Prendiamo il poco

non ci attardiamo

aspettando di avere

tutto.

Tutto non esiste

è invenzione della mente

nella natura non c’è,

non tutti i fiori

diventano frutto,

la piante non si dispiace

per questo,

anche per pochi

frutti vale la pena

di esistere.

Anche se fosse uno solo.

Il tutto è costruzione

della mente

diciamo infatti

o tutto o niente.

Prendiamo il poco

scacciamo il pensiero

del tutto, il poco

è tanto, è sempre

meglio di niente.

 

 

pomeriggio sfumato

pomeriggio sfumato

in un odore di umano,

fiuto la pelle sotto

sa di tranquillo

di riparo, di nuovo,

di vicino.

Fuori pioviggina lievemente

nomade è il mio tocco,

esploro contorni insoliti

ne indovino la forma,

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mentre accellera il respiro

il battito rabbrividisce.

L’incavo che accoglie

la forma a cui è destinata

in un perfetto che

per un attimo

si lascia acciuffare.

 

 


					

Ci incontreremo….

Ci incontreremo un pomeriggio piovoso

di un novembre nebbioso……..

Ci sfioreremo con lo sguardo

senza riconoscerci.

Nella penombra del desiderio

siamo rimasti in attesa

di chi è già passato.

Perchè   diversi da come

c’eravamo pensati…..

Ti immaginavo nell’eskimo delle grandi occasioni,

con un lembo della camicia a quadretti appena accennato.

Un filo di barba dall’aria di eterno fuggiasco,

un passo felpato, lento e cadenzato.

lo sguardo distante, un sorriso pedante…….

 

Ciao ci sei? Non so se ci sono.

 

 

 

 

 

Acciuffo la parola

rimasta sospesa

la chiudo nel pugno

come fanno i bambini

con un gesto lieve e veloce,

me la metto in bocca

sapore dolcemene acre

si scioglie, è saliva.

Ritorna pensiero

pensato e lasciato.

Ciao, ci sei?

Cos’è questo silenzio

silenzioso?

Questo vuoto

che sa di pieno.

Sto in me

senza timore

sono una particella

che conserva

la memoria della particella

che ha sfiorato.

Non sono più

solamente sola

il mio movimento

non è più solitario

non sto

per conto mio

in fin dei conti…..

Lettera di Ipazia a Teone

Antonella A. Rizzo - poeta, scrittrice, performer

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Ipazia d’Alessandria nacque nel 350 d.C. e morì nel 415 d.C. Filosofa neoplatonica, matematica, astronoma, scienziata di grande ingegno diresse il Museion, la più famosa Accademia dell’antichità. Fu martirizzata e uccisa dai monaci parabolani al servizio del vescovo Cirillo, divenuta figura scomoda per il nuovo potere religioso.

Padre,

i miei pensieri attraversano le colonne del tempio di Serapide per giungere a te.

Seppur confusi, stipati come gli adorati volumi, in continua ribellione, io li governo tutti. Sono i solchi del tuo viso la spinta alla mia conoscenza e la sorgente madre dove abbevero la mia inquietudine. Siamo materia viva, fatti di involuzioni ed evoluzioni e i pensieri sono ciò che plasma il nostro destino, destinandoci alla vita o alla sopravvivenza. I miei sono di una sostanza incandescente poichè non riuscirò mai a placare il loro moto, forse  fuoco vivo nel deserto, ma sono certa che sono architrave e timpano della…

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Mariangela Gualtieri – Monologo del Non so

Gli occhi di Blimunda

Io non so se questa mia vita sta spianata su un
buco vuoto. Non so se il silenzio che indago
é intrecciato alla mia sostanza molle.
Io non so se quello che cerco e ho cercato e
cercherò, non so se quello che cerco
é un insulto a quel vuoto.
Non so se questo fatto di non avere
un paio d’ali sia premio o castigo,
io non so se la polveriera
della mia inquietudine sia un trono
su cui mi siedo minacciato, se la fuga che
a scatti regolari mi pungola, se quel
puerile sogno di fuga sia uno sgambetto
d’angelo, d’un buffone d’angelo che
mi vuole inciampare.

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